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Nuove frontiere del profiling su smartphone

Abbiamo già parlato di cosa sia il profiling e di come limitarlo in questo paper.
Oggi però le cose sono leggermente cambiate: i colossi si sono spostati su una tecnologia che, da pochi anni a questa parte, è entrata nella routine quotidiana di ognuno di noi: gli smartphone.

Dopo i recenti casi che vedono Apple e Google indagati per aver tracciato la posizione dei propri clienti (smartphone iOS4 e smartphone Android), si fa sempre più fondata la pista del profiling.
Infatti, questi due grandi colossi americani userebbero la nostra posizione per riuscire a fare pubblicità mirata (ancora più del solito)…
Mi spiego meglio: Se stiamo passeggiando in Via del Corso, Google o Apple possono inviarci la pubblicità del negozio che abbiamo a 100 metri. O meglio ancora, potrebbero controllare l’afflusso di gente in determinati giorni della settimana per scegliere il miglior momento in cui lanciare pubblicità.

Per quanto riguarda i telefoni iOS4 esiste un file chiamato consolidated.db che tiene traccia di tutti gli spostamenti seppur ci sia il servizio di localizzazione ad Off;
Per i telefoni Android abbiamo la funzione “Google Location Services” (Figura a fianco) che può essere disabilitato (ma non ci giurerei).

Questi, per il momento, sono casi limite che non penso si siano mai verificati. Ma se dovesse succedere saprete il perchè… E sarà in quel momento che penserete: “E’ il caso di ritornare ai Nokia 3330”

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